lunedì 2 ottobre 2017

La Psicoterapia Individuale Relazionale Sistemica

di Erica Eisenberg, psicologa psicoterapeuta.  

Quando ero all’università di psicologia tutto mi pareva distante rispetto al mio desiderio di aiutare le persone, non riuscivo a vedere un modello di riferimento che fosse profondo e concreto allo stesso tempo ed abbastanza rapido per stare al passo con i tempi. Ho trovato tutto questo nella scuola di specializzazione dove mi sono formata, il Centro Studi ed Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato.
Faccio terapie familiari e di coppia, ma prevalentemente terapie individuali da molti anni. Lavorare in terapia individuale in maniera sistemico relazionale significa affrontare i problemi dei pazienti sia su un piano sintomatico che su uno più profondo tenendo sempre in testa le loro relazioni importanti, le famiglie di origine, i compagni e le compagne, i colleghi, le amicizie. In tanti anni di lavoro ho visto che i pazienti necessitano di indicazioni concrete per gestire le relazioni problematiche: inoltre occorre mettere in collegamento le difficoltà che incontrano con tratti di carattere disfunzionali loro e di altre persone con le quali si trovano a relazionarsi, in modo che arrivino a modificare il loro stile relazionale con un cambiamento che sia protratto nel tempo. La terapia, anche in un setting individuale, è sempre popolata da tante persone collegate al paziente; la capacità di avere in testa i contesti con i quali ognuno di loro si confronta permette di aiutarlo concretamente per far sì che i suoi cambiamenti, che possono indurre delle perturbazioni nelle relazioni con altri, possano essere controllati e gestiti al meglio, basta pensare ai problemi legati allo svincolo ed alle resistenze spesso opposte dalle famiglie.
Mi colpisce poi molto la comune necessità dei pazienti di trovare un senso al perché i sintomi si siano manifestati proprio in un determinato momento. Probabilmente esprimono con questa ricerca il bisogno di trovare un senso a quello che succede, per tornare a sentirsi protagonisti della loro vita; in effetti capire la nostra storia, rintracciarne un senso nelle origini familiari e relazionali è una sana consapevolezza, una base sicura per andare avanti ed affrontare le turbolenze alle quali il mondo esterno mette inevitabilmente di fronte.
Infine, lavorare in modo sistemico in terapia individuale vuol dire lavorare continuamente con la nostra relazione con il paziente: attraverso la relazione terapeutica si realizzano quei cambiamenti nel suo carattere che poi si sedimentano in profondità e prevengono ricadute sintomatiche o consentono di gestirle attraverso la consapevolezza e gli strumenti acquisiti durante la psicoterapia.

E’ un viaggio bellissimo con il nostro paziente, può avere una durata molto breve se l’obiettivo è risolvere la situazione sintomatica ed un pò più lungo, ma sempre con tempi ragionevoli ed incontri meno frequenti, se la psicoterapia mira ad un cambiamento di aspetti del carattere. E’ un viaggio sia per noi psicoterapeuti che per i pazienti in cui impieghiamo come risorsa anche i vissuti emotivi, un percorso che richiede a noi terapeuti in particolare la massima dedizione ed il massimo amore verso il prossimo. Come dice Gianmarco Manfrida: “La psicoterapia è l’ultima attività magica che alcuni di noi praticano usando se stessi e la parola per cambiare la realtà”, ma la magia non è improvvisazione, non sforna miracoli, richiede impegno e dedizione, impegna testa e cuore, non è mai scontata nè garantita, ma una quotidiana conquista che ci rende più umani.




Nessun commento:

Posta un commento